Sviluppo
DIALOGO COMPETITIVO: L'analisi di un cittadino PDF Stampa E-mail
Lunedì 05 Settembre 2011 12:41

Buongiorno a tutti,

 

Pubblichiamo oggi una analisi fatta da un cittadino, aderente al movimento 5 stelle, in seguito al nostro post precedente, sul nuovo bando che Accam SPA, ha indetto per il revamping dell'impianto.

 

Di seguito il testo dell'analisi:

 

"Il mestiere di “Proposal manager”, che è quello che faccio da anni per l’azienda in cui lavoro , mi ha agevolato il compito di visionare il bando come professionista del settore;

naturalmente la componete del M5S non poteva uscire da questo corpo durante l’analisi per cui chi leggerà questo documento noterà una certa vena polemica dovuta alla mia parte “grillina” , ma anche la vena polemica della mia parte professionale.

Infatti, bandi come questi, per fortuna non di impianti di incenerimento, arrivano sulla mia scrivania tutti i giorni e la prima cosa che mi tocca fare è quella di verificare tutti i rischi ed i benefici che il lavoro comporta, determinare la classe di rischio la quale individua i livelli di Management che devono e decidere se procedere con l’offerta.

Ho visionato il bando e, devo dire che, pur essendo un pastrocchio dal punto di vista impiantistico e documentale (non c’è manco l’indice), è “teoricamente” ben impostato dal punto di vista degli oneri e delle responsabilità contrattuali dei fornitori. Sotto riportate troverete le mie considerazioni:

  • Normalmente un’azienda che deve realizzare un revamping, si basa su un progetto esecutivo le cui specifiche tecniche sono utilizzate per indire il bando di gara; a questo punto tutti i competitor realizzano la loro offerta sulla base di specifiche chiare. In seguito l’acquirente esegue l’allineamento e gli eventuali chiarimenti tecnici, stila una graduatoria evidenziando eventuali plus ai progetti più performanti ed effettua la trattativa commerciale.
     
  • In questo caso l’Accam non ha un progetto esecutivo in mano (o forse si), bandisce un dialogo competitivo, che nel gergo impiantistico viene definito “ricerca per approssimazioni successive”, in cui l’acquirente , partendo da requisiti di base si istruisce gratuitamente attraverso gli esami comparativi e contemporaneamente definisce i requisiti specifici che altrimenti dovrebbe richiedere a pagamento a consulenti specializzati. Il problema è che l’Accam sta chiedendo ai possibili competitor, in tempi strettissimi (1,5 mesi) di:

    • a. Presentare tutta la documentazione di qualifica, anche degli eventuali soci nel caso di associazione temporanea di impresa, il che significa avere già individuato il team di lavoro!
    • b. Realizzare un progetto preliminare corredato di preventivo budget, a fronte di opere il cui valore supera 90 M€ in cui sono necessarie, oltre alla conoscenza del processo, analisi dettagliate degli equipaggiamenti installati stato di usura, validità degli stessi nell’ambito del nuovo progetto

  • La domanda è: se l’Accam ha un progetto precedentemente realizzato, perchè inizia nuovamente il ciclo di gara dal progetto preliminare? Se pensa che esso sia superato o che si possa fare di meglio , allora il bando non dovrebbe essere impostato sul revamping dell’inceneritore ma su requisiti di input . L’Accam dovrebbe dire: ci sono n-mila ton/anno di rifiuti da smaltire e tot M€ da investire e tot M€ anno da spendere; io vi metto a disposizione l’area, fatemi una proposta.
     
  • L’altra anomalia che devo segnalare rispetto ad una gara standard, è che gli acquisti degli equipaggiamenti che si renderanno necessari al revamping, saranno effettuati direttamente da Accam; a questo punto due domande sorgono spontanee:

    • a. Se ancora non c’è un progetto come ha fatto Accam a stimare 40 M€ per gli equipaggiamenti ?
    • b. Come si può pensare che chi realizzerà il progetto / montaggi (che sicuramente saranno due enti diversi ) si prendano , a fronte di un ordine di 4 M€ responsabilità per 40 o 90 M€?

  • Inoltre Accam scompiglia le carte inserendo nel bando anche la gestione ordinaria e la manutenzione. Premesso che mi chiedo ma se Accam non gestisce nemmeno, visto che almeno il “core business” normalmente uno se lo tiene in casa, che ci sta a fare? Perché mischia la gestione ordinaria con la manutenzione? Perché chi progetta il revamping deve essere lo stesso che gestisce e manutiene un qualcosa che ha acquistato Accam ?
     
  • Per finire, indipendentemente dalla scelta di revampare l’inceneritore o meno l’impressione che si ha è che Accam stia cercando, o forse l’ha già trovato e deve solo ufficializzarlo, un fornitore a cui accollare tutte le responsabilità di progettazione, realizzazione , gestionali, sulle emissioni e sugli introiti derivanti dalla vendita dell’energia .
     
  • Io dal punto di vista di un possibile competitor, dall’analisi del bando, devo assegnare al progetto una classe di rischio molto alta per i seguenti motivi:

    • a. Il requirement è generico, la realizzazione di un progetto preliminare necessita di maggiore tempo per poter
      • Effettuare il survey sull’impianto che include anche l’analisi dei documenti in loro possesso
      • Definire il progetto di massima
      • Definire le attività di modifica
      • Scegliere i possibili partner.
         
    • Il valore dell’ordine nella migliore delle ipotesi è di 4 M€ a fronte di responsabilità per 93M€ (i componenti li compra Accam e la gestione ordinaria dovrei appaltarla ad un azienda del settore)
    • La gestione ordinaria dei rifiuti non è ns. “core business” occorrerebbe trovare in1,5 mesi un partner tecnologico affidabile con cui realizzare un ATI
    • L’accorpamento della responsabilità di tutte le attività a una sola entità, che poi di fatto sarebbero ns a causa dell’ATI, scaricherebbe Accam da eventuali responsabilità sui malfunzionamenti e/o sul fallimento del progetto, ma eventuali risonanze mediatiche andrebbero a scapito del competitor più esposto o più famoso.
    • Eventuali modifiche dell’impianto , quindi costi aggiuntivi o addirittura mancata accettazione dello stesso nel caso in cui sopravvengano nuove norme prima del collaudo funzionale .
       
  • Terminando, tale revamping è un pastrocchio perché questo genere d’impianti si appalta normalmente con la formula “chiavi in mano”; in questo modo tutta la responsabilità riguardante la progettazione, realizzazione, installazione, acquisto dei componenti e collaudi resta in capo al competitor o all’ATI che ha vinto la gara, con tanto di fidejussioni bancarie a garanzia.

E’ vero che in questo caso potrebbe costare di più ma questo delta è una sorta di “assicurazione sul buon funzionamento dell’impianto” , in quanto il fornitore deve applicare ad ogni componete che acquisterà sul mercato un fì che gli consenta di mitigare i rischi per problemi dovuti alle mancate performance dell’impianto a causa di mancanze da parte qualche fornitore o di errori progettuali o realizzativi. Per fare questo Accam dovrebbe a parer mio separare la progettazione dalla realizzazione, che dovrebbe essere appaltata “in opera”, dalla gestione e dalla manutenzione per poter assegnare a ciascuno dei fornitori il proprio grado di responsabilità. A fronte di quanto detto , credo inoltre che le banche dovrebbero pensarci bene prima di finanziare un progetto così impostato, poiché in caso di fallimento del progetto , cosa non impossibile, sarà molto difficile recuperare i quattrini.
 

Busto A 04.09.2011

Giuseppe Tropeano"

Ultimo aggiornamento Martedì 06 Settembre 2011 06:58
 
ACCAM SPA: Il revamping costa ancora di più! PDF Stampa E-mail
Venerdì 26 Agosto 2011 07:33

 Buongiorno a tutti

 

Abbiamo appreso, ormai lo si può fare solo dal sito internet della società, che è stato indetto un nuovo bando di gara per la progettazione e la realizzazione del revamping, nonchè la gestione dell'impianto di accam per 8 anni.

Dalla lettera di Diffida della Regione Lombardia datata ormai Febbraio 2009, sono passati ben 3 anni. Di cose ne sono successe, e l'urgenza del revamping sta facendo fare scelte davvero deleterie per il futuro del nostro territorio.

Appena ricevuta la diffida, accam rispose immediatamente che avrebbe sistemato il problema delle emissioni realizzando un'opera di rinnovamento e potenziamento dell'impianto, approfittando dell'occasione per aumentare la resa. Lanciò quindi una gara d'appalto per la realizzazione di un progetto preliminare, che fu vinta dal TEI (Consorsio di Termoingegnieria), e che costò ai contribuenti (in quanto accam prende soldi dalla tarsu dei cittadini) ben 636.000 €

Sulla base di questo progetto, è stato indetto un bando di gara che è andato deserto. I costi sono lievitati da 35 milioni di eruo, a 41 milioni per la realizzazione dell'opera.

Il movimento nel 2009 ancora non si era formato, ma insieme alle realtà locali in lotta contro L'inceneritore, lotto affinchè si adottasse la strategia Rifiuti Zero a Busto Arsizio, cominciando proponendo all'amministrazione di avviare uno studio di fattibilità per un centro di riciclio spinto del 100%. La Direttrice del centro Riciclo di Vedelago, Carla Poli, è stata invitata da noi in commissione ambiente a spiegare i pregi del suo impianto, ma l'amministrazione è stata sorda o non ha voluto sentire.

Un centro di riciclo spinto con linea di estrusore come quello di Vedelago, potrebbe costare, ragionando per eccesso, solo 1/3 dei 35 milioni di €, e abbasserebbe la tassa rifiuti diminuendo la componente relativa all'indifferenziato del 50%, risparmiando anche nella gestione della differenziata, portandola nella migliore delle ipotesi ad un costo nullo (grazie agli incentivi CONAI).

Da questo ultimo bando apprendiamo che non solo ACCAM SPA non ha alcuna intenzione di cambiare rotta, ma bensì di continuare nello spreco, in quanto ha richiesto una nuova progettazione facendo lievitare i costi di 1,1 milioni di € in più. Ricordiamo che per poter avere un finanziamento di 41 milioni accam dovette chiedere ai comuni soci anche le "mutande" a garanzia (fideiussione) e in più il diritto di superficie al comune di Busto Arsizio.

Inoltre fu siglato uno scandaloso accordo quadro Regione-Provincia-Comune che altro non è una la vendita della salute dei cittadini in cambio di soldi da parte degli enti coinvolti.

 

Loro non molleranno mai.. noi neppure (ma gli conviene?)

 

Stay Tuned

 

Catalano Ivan

Movimento 5 Stelle - Busto Arsizio

Ultimo aggiornamento Martedì 30 Agosto 2011 12:06
 
Accam? ma non se ne parla più? PDF Stampa E-mail
Mercoledì 29 Giugno 2011 12:53

Buongiorno a tutti

 

Oggi scrivo questo post per cercare di riportare alla luce il tema della gestione dei rifiuti a Busto Arsizio. Ormai dopo l'apertura delle busto del bando di gare per il revamping, andato a vuoto, sembra che Accam non esista più. La nuova gestione ormai non permette nemmeno più di partecipare alle riunioni dell'assembela dei soci, e l'informazione comincia a scarseggiare.

Oggi sulla prealpina si legge una dichiarazione dell'assessore Marsico, Ass. all'ambiente in provincia di Varese, nel quale si assicurano i cittadini che la fame di rifiuti dell'inceneritore non verrà saziata dei rifiuti napoletani. 

La preoccupazione dell'assessore è dovuta al fatto che ogni inceneritore deve prestare un mutuo soccorso per le altre province e per le altre regioni, in ragione delle sue potenzialità di smaltimento. Ad oggi Accam se ci fate caso, pare lavorare a singhiozzo, alternando giorni di fumate pesanti e visibili anche da fuori città, a giornate di completa assenza di fumi.

Vi pubblichiamo qui l'articolo della Prealpina, di ieri, in modo da farvi partecipi, e il video delle domande fatte all'assessore, dal sottoscritto come movimento 5 stelle, durante la commissione ambiente che analizzo il piano provinciale dei rifiuti.

 

 

La corretta gestione dei rifiuti non è una cosa di cui gli amministratori non sono a conoscenza, ma bensì una cosa da evitare di realizzare altrimenti si perderebbero soldi, pubblici, da intascare. La gestione corretta dei rifiuti non crea debito e agisce nel mercato libero delle materie prime seconde, lo smaltimento invece è un insulto alla intelligenza dei cittadini. 

 

 

Loro non molleranno mai.. noi neppure (ma gli conviene?)

 

Stay Tuned

 

Catalno Ivan

 

Ultimo aggiornamento Sabato 02 Luglio 2011 22:08
 
L'Agricoltura Biodinamica - Matteo di Mattei PDF Stampa E-mail
Mercoledì 22 Giugno 2011 12:01

 

In occasione della piantumazione dei Gelsi in Cascina Burattana a Busto Arsizio, abbiamo incontrato Matteo Di Mattei che ci ha spiegato cosa si intende per agricoltura “Bio-Dinamica” e come viene applicata negli orti della Cascina. Questo tipo di Agricoltura è rispettosa dell'armonia che la terra ha con gli esseri viventi, sia animali che vegetali, e considera l'agricoltore un vero e proprio conduttore. Non ha tra i propri principi quello delle sfruttamento della risorsa, come invece abbiamo nell'agricoltura tradizionale, e per Busto Arsizio avere una Cooperativa che la sviluppi è un pregio da non perdere

 

 

 

 

 

Vi proponiamo quindi un video di 5 minuti 

 

 

Questo ci sembra un'ottima cosa da seguire con attenzione e da promuovere anche in ottica della nostra concezione di km zero e mense biologiche a Busto Arsizio

 

Movimento 5 Stelle - Busto Arsizio

Ultimo aggiornamento Mercoledì 22 Giugno 2011 12:02
 
Accam sempre meno trasparente!! E bilancio 2010 in ROSSO! PDF Stampa E-mail
Mercoledì 11 Maggio 2011 12:49
 

Buongiorno a Tutti! Come per la precendente riunione dei soci Accam Spa, la società che gestisce l'Inceneritore di Busto Arsizio, ha indetto una Assemblea dei Soci per l'approvazione del bilancio a porte chiuse. Ricordiamo a tutti che Accam Spa, è una società partecipata al 100% da 27 comuni divisi tra Provincia di Milano e di Varese.

Con la precedente amministrazione avevamo sempre ottenuto almeno la massima trasparenza assistendo alle sedute come pubblico e riprendendole con la videocamera, pubblicando sul web i video. Dalla Assemblea emerge che anche per il 2010 il Bilancio è negativo (fonte la provincia di varese - 03/05/2011).

Come per il 2009 che aveva chiuso con una perdita di circa 900.000 €, causa mancanza dei CIP6 dovuti alle opere di revamping ancora non fatte, il 2010 deve essere stato un altro anno all'insegna della mancanza di Soldi, in quanto nel 2009 si prevedeva un -3.000.000 €, dato che non possiamo verificare per la mancanza di trasparenza della società.

Ricordiamo che l'inceneritore deve essere sottoposto entro la fine del 2011 ad un opera di messa a norma, a causa della diffida della regione lombardia, del febbraio 2009. A questa diffida Accam Spa rispose che avrebbe fatto delle opere di revamping per rientrare nei parametri di legge, ben 41 Mln€ previsti di spesa. Nel 2010 è stata trovata la banca finanziatrice, la BNL, sottostando ad alcune richieste di garanzie, diritto di superficie e fideiussione.

Nel 2011 i lavori sono ancora fermi, in quanto la gara di revamping andata deserta. Appena appresa la notizia abbiamo lanciato una provocazione, fare diventare Accam Spa un centro di riciclo..

 

potrebbe essere l'occasione per cambiare rotta!

 

In modo indiretto inoltre abbiamo avuto la notizia che le nuove tariffe di Accam potrebbero aggirarsi intorno ai 130 €/tonn. Dato che nel Piano della provincia di varese sui rifiuti, Accam è considerato come unico centro di smaltimento di rifiuti per l'intera provincia di varese, i soci si stanno mobilitando per approvare una modifica statutaria che consente ai non soci di conferire all'azienda. Per farla passare come una opera buona, stanno pensando di fare pagare l'aumento tariffario ai nuovi conferitori, abbassandosi la quota essendo soci. La politica del facciamo pagare ad altri le nostre scelte, regna in questa provincia..

 

Loro non molleranno mai.. noi neppure (ma gli conviene?)

 

Catalano Ivan

 

Movimento 5 Stelle Busto Arsizio

 
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