Con la precedente amministrazione avevamo sempre ottenuto almeno la massima trasparenza assistendo alle sedute come pubblico e riprendendole con la videocamera, pubblicando sul web i video. Dalla Assemblea emerge che anche per il 2010 il Bilancio è negativo (fonte la provincia di varese - 03/05/2011).
Come per il 2009 che aveva chiuso con una perdita di circa 900.000 €, causa mancanza dei CIP6 dovuti alle opere di revamping ancora non fatte, il 2010 deve essere stato un altro anno all'insegna della mancanza di Soldi, in quanto nel 2009 si prevedeva un -3.000.000 €, dato che non possiamo verificare per la mancanza di trasparenza della società.
Ricordiamo che l'inceneritore deve essere sottoposto entro la fine del 2011 ad un opera di messa a norma, a causa della diffida della regione lombardia, del febbraio 2009. A questa diffida Accam Spa rispose che avrebbe fatto delle opere di revamping per rientrare nei parametri di legge, ben 41 Mln€ previsti di spesa. Nel 2010 è stata trovata la banca finanziatrice, la BNL, sottostando ad alcune richieste di garanzie, diritto di superficie e fideiussione.
Nel 2011 i lavori sono ancora fermi, in quanto la gara di revamping andata deserta. Appena appresa la notizia abbiamo lanciato una provocazione, fare diventare Accam Spa un centro di riciclo..
potrebbe essere l'occasione per cambiare rotta!
In modo indiretto inoltre abbiamo avuto la notizia che le nuove tariffe di Accam potrebbero aggirarsi intorno ai 130 €/tonn. Dato che nel Piano della provincia di varese sui rifiuti, Accam è considerato come unico centro di smaltimento di rifiuti per l'intera provincia di varese, i soci si stanno mobilitando per approvare una modifica statutaria che consente ai non soci di conferire all'azienda. Per farla passare come una opera buona, stanno pensando di fare pagare l'aumento tariffario ai nuovi conferitori, abbassandosi la quota essendo soci. La politica del facciamo pagare ad altri le nostre scelte, regna in questa provincia..
Loro non molleranno mai.. noi neppure (ma gli conviene?)
Ricordiamo a tutti che il tema dei "Rifiuti" è una delle 5 stelle del Movimento, quella dello Sviluppo. Quello che il movimento vuole fare a riguardo è ben sintetizzato in questo articolo scritto qualche mese fa. Abbiamo applicato questa strategia anche durante la festa del movimento a Cesena, Woodstock 5 Stelle, nella quale il Movimento ha recuperato parte della spesa riciclando i rifiuti.
Ecco una meravigliosa notizia, La Provincia di Milano ha deliberato chiedendo
"alla Regione di accelerare il rinnovo del suo piano regionale sui rifiuti per anticipare la revisione di quello provinciale che scade nel 2014 e nel frattempo di non autorizzare l’ampliamento o la nascita di inceneritori in attesa di una verifica reale rispetto al fabbisogno del territori".
«la selezione delle materie prime riduce ad appena il 3 per cento la quantità di rifiuti indifferenziati»
Questo è stato reso possibile da un lavoro congiunto, tra: il "Comitato Ecologico inceneritore" di Borsano, il Movimento 5 stelle di Busto Arsizio e il Sindaco di Dairago Pierangelo Paganini.
Nel 2009 il gruppo è andato a visitare l'impianto, con ottimi risultati, tanto che il sindaco di Dairago aveva ppoggiato in toto la soluzione. In occasione di un incontro informale, tra il Sindaco e il Presidente, si è parlato dell'impianto e di una possible visita di Podesta.
L'anno scorso il comune di Busto Arsizio, con l'edizione del Busto 24 n°4, ha pubblicato anche il volumetto "il libro azzurro", contenente la politica ambientale dell'amministrazione in sinergia con Agesp.
Nel libro vengono elencate le politiche ambientali, previste o già in realizzazione, dall'amministrazione comunale uscente.
Ci soffermiamo su alcune di esse che sono in forte contraddizione con le premesse.
Ma diamo uno sguardo alle premesse che si possono leggere a Pagina 1 del libro:
La tutela dell’ambiente è una sfida etica
Quello che vi accingete a leggere è un estratto del Libro azzurro dell’ambiente della Città di Busto Arsizio: un utile strumento di informazione e di approfondimento in cui in maniera sintetica e agile sono presentate tutte le iniziative che Comune e cittadini possono e devono attuare per migliorare la qualità dell’ambiente in cui viviamo e in definitiva la qualità della vita nostra e dei nostri figli e nipoti.
La qualità della vita della nostra Città deve infatti essere responsabilità condivisa:del Comune, che si impegna a promuovere progetti che contemplino l’esigenza prioritaria della tutela dell’ambiente, e dei cittadini, che sono chiamati ad adottare stili di vita più attenti ed ecocompatibili. Non si trascuri che la tutela dell’ambiente è soprattutto una sfida etica: dobbiamo affrontarla insieme, partendo dai progetti già messi in campo e non rinunciando a realizzarne altri sempre più ambiziosi.
Il punto di partenza è riassunto in questo libro, il punto di arrivo sarà un nuovo modo di vivere la Città.
Gigi Farioli
Sindaco
Le parole usate dal sindaco sono bellissime. Ha ragione quando la responsabilità è condivisa, tra comune e cittadini, persino quando dice che la tutela dell'ambiente non va trascurata e che occorrono nuovi stili di vita.
Nella seconda pagina il libro cita il termine Sviluppo Sostenibile, da noi preso in esame in un articolo precedente.
Quello che ci colpisce in questo volume non è tanto la parte relativa agli adempimenti di legge sul risparmio energetico, oppure sulla raccolta differenziata, bensi la parte riguardante l'energia.
Le scelte Energetiche sembrano essere state prese solo e principalmente per una questione di business, andando a snaturare il vero intento di una scelta sostenibile, cioè l'aspetto della indipendenza dai combustibili fossili, la tutela dell'ambiente, ed il vivere in maniera più equilibrata con l'ambiente, anche per quanto riguarda l'approvvigionamento di energia.
Analizziamo la scelta del Teleriscaldamento, una enorme rete di tubazioni, divisa in 2 rami, che per solo il primo lotto (circa il 3%) della intera linea prevede una spesa di 17 milioni di euro, tutto per trasportare acqua calda a 95°C, trasformando la città in un immenso calorifero, le cui utenze possono collegarsi per scambiare calore. All'inizio può sembrare una scelta ragionata e oculata, con i suoi pro e i suoi contro, dal punto di vista energetico, ma se prendiamo le premesse e confrontiamo gli effetti di questa scelta, notiamo qualche discrepanza:
Inannanzi tutto se l'obbiettivo era quello di diminuire l'utilizzo del privato dei combustibili fossili, come Gas metano e Gasolio, perché realizzare una struttura centralizzata che dipenderà per una quantità maggiore di Gas da fonti estere, e sopratutto in balia dei mercati speculativi?
A cosa serve avere una fonte di scambio di calore, se non si incentiva il risparmio energetico con gli accorgimenti edilizi, per la diminuzione della dispersione di calore degli edifici?
Allora chiediamoci perché questa scelta è stata fatta. La risposta è semplice, gli incentivi statali. Il teleriscaldamento gode di alcuni privilegi come i "Certificati Bianchi" e di alcune deroghe in fatto di risparmio energetico, infatti a detta del presidente di Agesp Energia, Broggi Achille, allacciarsi al Teleriscaldamento è considerato un atto per il risparmio energetico, in caso di ristrutturazione.
"Ed eccoci all'ennesimo arresto della lunga e travagliata via crucis verso il revamping dell'inceneritore di ACCAM.
Via crucis che, anche se ferma ad una stazione, proseguirà penosamente verso il suo obbiettivo.
In questo caso la stazione d'arresto, ma chiamiamola stazione di riflessione, è quella dovuta all'apertura delle buste per l'offerta relativa al revamping, andata sostanzialmete a vuoto.
Sembra non ci sia nessuno interessato all'appalto!
Ma facciamo un passo indietro, dove eravamo rimasti..? Ah si..
Eravamo rimasti al punto in cui avevamo assistito all'approvazione della nuova convenzione che assegna ad ACCAM non più il semplice affitto dei terreni, ma il diritto di superficie per effettuare la manutenzione dell'impianto ed il revamping, fino al 2025!
Il diritto di superficie rende possibile ipotecare i terreni con le banche finanziatrici, che comunque non hanno accettato la sola ipoteca dei terreni, a fronte di un investimento di circa 40 milioni, ma hanno preteso una fideuissione dai comuni del consorzio, non da tutti accettata.
Ricordiamo a tutti che la nuova convenzione supera la precendente del 2006, che invece vedeva le dichiarazioni della nostra amministrazione comunale di spegnere l'impianto nel 2016 e dismetterlo nel 2019 (ma allora 5 anni fa era possibile?!?!). Vecchia convenzione che possiamo dire ormai incenerita.
Come sappiamo, a nulla sono bastate le ormani decennali proteste dei comitati e dei gruppi contro l'incenerimento e contro il revamping, e a favore di una nuova politica ambientale legata al problema dei rifiuti.
Il modello Vedelago, funzionante in provincia di Treviso su un bacino di oltre 1 Milione di utenti, qui è stato bocciato perchè considerato un business (e che c'è di strano?) per di più irrealizzabile (e che business sarebbe allora?).
La nuova convenzione scrive in grassetto che si procederà da subito con lo studio comparativo tra diverse forme di smaltimento, tenendo conto della Direttiva 2008/98CE che indica come preferibili alla valorizzazione energetica il riutilizzo ed il riciclaggio, al fine di individuare quale sia la migliore tecnologia da utilizzare in alternativa all'incenerimento. La riunione per discutere le proposte è fissata per il 2020!!!
Bene, invitiamo tutti, ancora una volta, a farsi un giro sul sito del Comitato Ecologico Inceneritore e Ambiente Borsano (http://comitatoborsano.altervista.org/) per avere qualche informazione seria e obbiettiva sulla situazione.
Nel frattempo, prima che la via crucis riprenda, lanciamo la proposta di trasformare ACCAM in un centro di riciclo "modello" Vedelago (http://www.centroriciclo.com/azienda.php), senza privatizzarlo, ad un sesto del costo del revamping, con la possibilità di dare lavoro a molte più persone, fornendo anche materia prima conveniente alle industrie della plastica presenti sul territorio.
Forse troveremo qualcuno desideroso di investire in questo progetto, dove probabilmente le difficoltà sono minori e gli utili più tangibili. Noi vogliamo che l'amministrazione pubblica abbia il coraggio di passare alla storia, come lo stanno facendo tante altre, per aver abbandonato la strategia del bruciare, superandola con la strategia del riciclo e del recupero, come sottolineato nello stesso art. 7 del contratto, in merito a quanto enunciato dalla citata direttiva 2008/98CE
Che futuro vogliamo lasciare ai nostri figli? Quello del "non potevamo fare altrimenti"?
No, possiamo fare di più tutti e lasciare al futuro dei nostri figli la frase "ci hanno creduto, ci hanno provato e ci sono riusciti.""