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Il costo al negozio di 6 uova sembra irrilevante per chi le acquista, ma non lo è affatto.
Oggi anche in Italia e soprattutto nel resto del mondo le galline ovaiole vengono tenute in batterie di 550 cq, secondo le attuali norme europee, dove vivono immobili, anche decine di migliaia assiepate assieme, per un'anno circa, quando cioè iniziano a deporre meno uova e vengono quindi utilizzate per creare alimenti per l'infanzia o per altri animali, dato che i polli da carne devono razzolare a terra.
Per il vantaggio di avere un prezzo irrisorio della uova al mercato, ci sono in Italia 39,5 milioni di galline (Fonte: Ansa) costrette all'immobilità, le quali produrranno annualmente 300 uova ciascuna, ma di scarse qualità nutrizionali per le condizioni alimentari e di vita della gallina stessa.

Per citare un articolo del Corriere della Sera: "Nel 2012 al bando le gabbie. In Italia rappresentano ancora l'80% del mercato" oggi siamo ancora indietro nel creare un circolo virtuoso di allevamento di ogni tipo di gallina, mentre l'europa ha in previsione già da un decennio di mettere al bando le batterie, secondo la normativa CE 99/74. Intanto la LAV e la Compassion in World of Farming lanciano iniziative volte a premiare le aziende che producono uova in maniera biologica ed etica, come il "Good Egg Aword".
Nonostante gli allevamenti intensivi siano la maggioranza, quelli all'aperto e biologici stanno aumentando molto di numero, sia per la migliore qualità del prodotto, sia per una maggiore sensibilizzazione dei consumatori che sanno di poter spendere lo stesso prezzo per un prodotto sano, purchè sia al di fuori dal sistema poco etico e virtuoso della GDO
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