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Espropriazione: indomiti o indebiti? PDF Stampa E-mail
Mercoledì 14 Aprile 2010 09:36

Molte perplessità e poca informazione sugli espropri dovuti a Pedemontana nella valle Olona. Questo è emerso dall'incontro pubblico organizzato dal Comitato Parco Medio Olona per la salvaguardia del territorio nell'aula magna della Scuola E. Fermi di Fagnano. Scopo dell'incontro era quello di informare la cittadinanza locale e non, interessata dagli espropri, sul futuro che la attenderà tra pochi giorni, quando dopo il 18 aprile 2010 termine ultimo per eventuali ricorsi, si vedrà recapitare a domicilio la notifica di esproprio. Oratori della serata un studio legale che, supportati da due architetti, hanno spiegato ai presenti le modalità di esproprio e come attivarsi per richiedere il giusto indennizzo. Gli avvocati hanno più volte ribadito che giurisdizionalmente l'indennizzo dovuto ad un esproprio non è mai soddisfacente per l'espropriato in quanto la legislatura italiana si esprime in merito, economicamente e con modalità a dir poco...curiose.

La modalità di esproprio si articola in tre diverse fasi:

  1. All'espropriato viene notificato l'esproprio del suo bene che precede l'immissione in possesso;
  2. L'immissione in possesso è operativamente avviata con il picchettaggio del proprio bene da parte dell'espropriante;
  3. Solo dopo l'immissione in possesso può avere inizio la trattativa tra l'espropriato e l'espropriante

Sarebbe come se qualcuno entrasse in una casa di un privato, preventivamente avvisato, ne prendesse possesso e al legittimo proprietario dicesse “...e adesso trattiamo!”

Questo in base all’urgenza dell’opera, un’opera ideata circa 30 anni fa!

La parte economica è ancora, se possibile, più drammatica...

Gli espropri si attuano in caso di riconosciuta utilità pubblica. All'espropriato viene riconosciuto il valore di mercato del proprio terreno solo in caso di demolizione totale di un eventuale fabbricato. In base alla tipologia del terreno (edificabile, agricolo, industriale, etc etc) viene considerato il suo valore al momento dell'apertura della procedura di pubblica utilità. Tale valore viene dimezzato e può essere diminuito di un ulteriore 40%.......

Alla fine dell'esposizione da parte dello studio legale, che si offre come ausilio ai cittadini interessati, ci sono state molte domande da parte degli stessi riguardanti essenzialmente sul come fare per portare a casa il più possibile, sempre insoddisfacente e demoralizzante per molti.

Inutilmente è stata l’osservazione sulla possibilità di una permuta di quanto espropriato con una partecipazione di piccolo azioniariato diffuso, ovviamente impossibile per la politica appaltatrice di stile “General Contractor”. Lo stato cede la gestione insieme al progetto a chi costruisce e quest’ultimo ne godrà finché campa.

 


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Ultimo aggiornamento Mercoledì 14 Aprile 2010 14:16
 


 

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